LE DUE       COSTITUZIONI

Il Sistema Costituzionale Svizzero è per sua natura binomiale ovvero è fondato su due livelli: quello supercantonale a cui fà da pendant e come completamento strutturale il livello cantonale.

I due livelli si concretano normativamente nelle due costituzioni: la Costituzione Federale e la Costituzione Cantonale



Costituzione Federale

Costituzione Cantonale

Esempio: Il Ticino

CONFEDERAZIONE-MONARCHIA: un altro binomio funzionale


La necessità di una Confederazione  a carattere monarchico implica un primo aspetto portante: il controllo sulla moralità della macchina pubblica, della sfera economica, dell'apparato giuridico.

L'organizzazione di queste sfere in Svizzera di per sé è gia molto efficiente.. ma l'affidabilità e l'onestà della burocrazia svizzera, dela sua impresa non finanziaria, della sua classe giusdicente deriva da una sedimentazione non solo coercitiva in quanto a sanzioni ma da un'educazione impartita fin da bambini e nella dimensione familiare e nella dimensione scolastica a tutti i membri, senza eccezione di classe, della società elvetica..un Federalismo vissuto come credo nazionale: l'Elvetismo.

Nel resto d'Europa dove il Federalismo inteso come organico e totalitario non è patrimonio corrente l'opera di acculturazione deve essere intrapresa in um modo più approfondito da una fonte viva e quotidiana d'esempio anche "alta" com'è appunto quella del Re.

Questa funzione di controllo e di vigilanza comporta una sua articolazione territoriale a livello cantonale e municipale nelle figure del Siniscalco a livello di singolo cantone e di Prevosto a livello di singolo municipio aventi il compito di vegliare sull'azione dei vari organi elettivi ed amministrativi e di vagliare moralità ed estetica conformi ai canoni richiesti dal livello di civiltà nazionale.


Un'altro rivelantissima funzione è la salvaguardia della dimensione  di libertà assolta dall'istituzione monarchica in relazione al mutare delle condizioni storiche profonde, particolarmente evidente nella nostra vita collettiva contemporanea; ci riferiamo alla sua capacità di traghettamento verso ipotesi non oligarchiche e/o dittatoriali come esito dell' attuale crisi del sistema liberaldemocratico.

La crisi che stiamo vivendo ha due possibili sbocchi: l'avvento di un regime totalitario o la trasduzione da un piano meramente democratico a un piano aristocratico del Federalismo dal quale era senz'altro originariamente scaturito

come germinazione composita.

La Svizzera non si è data un sistema di valori civili chiamato federalismo da un modello pre-esistente ma lo ha CREATO in una dimensione aristocratica determinando l'avvento di un feudalesimo meno oppressivo perché controbilanciato da iniziative collettive e interessi collettivi provenienti dai ceti popolari e dalla borghesia.

Successivamente a partire dell'Ottocento ha preservato le sue caratteristiche di bastione dell'Indipendenza e sovranità multistatuale fondata sull'esercizio interclassista dell'autogoverno collettivo ostacolando lo strapotere delle nuove oligarchie ottocentesche e novecentesche dominanti nel resto d'Europa pur conoscendo il fenomeno della concentrazione bancaria che ha però genesi globale cioè necessitato e certamente favorito nel suo gradimento profitttevole dal contesto economico extra-elvetico in modo preponderante.


Va anche sottolineato che una monarchia a prescindere dall'essere costituzionale o assoluta proprio per ila fatto di essere mono-archia non è una dittatura ma è guidata nella sua azione da un unico principio deontologico che quasi sempre nella storia europea è stato di fatto quello dell'arbitrato e della preservazione dello spazio di espressione del ceto borghese e del popolo. Di fatto è sovente presente il "leit motiv" di una vera e propria contrapposizione tra la Casa Reale e l'Aristocrazia Feudale Guerriera.

Molte malefatte e crimini perpetrati da questa classe sono stati evitati dall'intervento tempestivo dei Re.

Di fatto il Re ha svolto una funzione di garante di un livello, altalenante quanto si vuole a causa della maggiore  o minore forza e incisività della civiltà borghese e dell' arditezza e organizzazione popolare, decente di "Politeia"..basti ricordare la tutela dei protestanti Ugonotti grandi produttori di ricchezza e di lavoro borghese nell'ambito di un Reame cattolico.

Monarchia è pertanto l'elemento simbiontico della Poliarchia o Policrazia laddove su di una base contrattualistica di investitura corale della Nazione il Re assume la funzione di "mozzo della ruota"..i molti raggi della stessa rappresentano le classi sociali ed il mozzo il perno che tutela la dimensione consuetudinaria e ideo-politica a livello statuale della Poliarchia.


ASSETTO COSTITUZIONALE DELLA GRANDE CONFEDERAZIONE EUROPEA


Ogno nazione europea nella persona del suo Monarca o Presidente produce un Grande Elettore. L'insieme di tutti i Grandi Elettori nella sede di una Camera del Pretermanio effettua l'elezione del Grande Siniscalco dell'Europico Demanio chiamato anche Pretermanio ossia: al di sopra dei Signori - da demanio con caduta della de.

Questi come compito ha il coordinamento dell'attività di supervisione del corretto funzionamento di tutte le funzioni istituzionali del livello superstatuale laddove i Monarchi Elettivi o ereditari e i Presidenti svolgono analoga funzione nel loro ambito nazionale.

La carica è vitalizia.

Vanno elaborati i modi e le circostanze della eventuale rimozione allorquando il detentore della carica non si rivelasse degno della fiducia attribuitagli.

L'elezione deve essere ratificata da apposito Referendum Continentale.

ASSETTO COSTUZIONALE DELLA GRANDE CONFEDERAZIONE EUROPEA


LE TRE COSTITUZIONI


Ovviamente nella Grande Confederazione Europea l' edificio richiede tre livelli costituzionali: partiamo dal Costituzione Cantonale per passare alla Costituzione  Nazionale e per finire con la Costituzione Confederale.


Nell'ambito della nuova cantonalità regionale interna a ogni Nazione europea ogni Cantone ha un Consiglio di Stato - organo esecutivo - e un Gran Consiglio - parlamento cantonale .

Per approfondimento sintetico in merito al modello elvetico:

https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Consiglio_(Svizzera)


Il mandato e le caratteristiche di questi organi costituzionali in Svizzera variano da cantone a cantone.


Nell'ambito della nuova statualità ogni singolo Nazione Europea prescindendo dall'essere costituzionalmente una Monarchia o Repubblica deve avere al pari della Svizzera un'Assemblea Federale bicamerale:

Il Consiglio della Nazione dove sono presenti i deputati eletti secondo il peso demografico di ogni cantone.

Il Consiglio degli Stati ovvero il senato federale con 2 rappresentanti per ogni Cantone.


Come è questo organizzato in Svizzera: https://www.parlament.ch/it/organe-home


Un Consiglio Federale eletto dall'Assemblea Federale (Parlamento), a camere riunite composto di 7 membri che elegge  il Presidente della Confederazione. Il Presidente riceve un mandato annuale dopo essere stato eletto dai 7 membri del consiflio federale che per sua volta riceve un mandato quadriennale.


Come è questo organizzato in Svizzera: https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale.html


Nell'ambito della nuova superstatualità e supernazionalità europea la Grande Confederazione Europea deve avere sul modello della Svizzera una assemblea federale bicamerale

Il Consiglio della Confederazione  dove sono presenti i deputati eletti secondo la consistenza della rappresentanza del Movimento dei Proprietari e del movimento dei non-Proprietari vale a dire dei Grandi Raggruppamenti Superliberativi.

Il Consiglio delle Nazioni con 2 rappresentanti eletti per ogni Nazione.


La Grande Confederazione Europea pertanto non replica esattamente lo schema nella sua sovrastatualità e Il Consiglio Federale ha  caratteristiche qui diverse cioè  di Cancellierato Preternazionale,  eletto a camere congiunte come nella singola entità Nazionale e risultato di trattative e votazione effettuata PRIMA nella Camera delle Nazioni cui devono partecipare i Presidenti di tutti i Consigli Federali d'Europa successivamente avviene la verifica e la conferma nella sede del Consiglio della Confederazione. Durata del mandato quadriennale.

Il Gran Consiglio Federale composto di 7 Consiglieri eleggera il Grande Cancelliere che resterà in carica ,come in Svizzera il Presidente del Consiglio Federale, un anno.

Questa differenza vuole enfatizzare e sottolineare la presenza immanente e totalitaria del CONFEDERALISMO che esalta la contrattualità della unizione sovranazionale europea e la forte libertà , sovranità ed indipendenza delle nazioni che ne fanno parte e corpo.

Il Grande Cancelliere non deve rispondere del suo operato in prima istanza alla camera corporativa id est il Consiglio della Confederazione ma davanti alla Camera delle Nazioni in quanto sono queste ultime che cedono fattualmente e ritualmente parte del loro potere di autogoverno al piano direttivo di cui è parte esecutiva il piccolo gotha confederale.

LA CAMERA DELLE NAZIONI è quindi l'ombelico del sistema di rappresentanza intorno al quale ruota significativamente la camera super-liberativa che costituisce non il primo parlamento per rilievo elaborativo, dialettico e costruttivo come nel l'ambito dell'assetto costituzionale di ogni singola Nazione ma la camera "cadetta".


CARATTERISTICHE E PREROGATIVE DEI RAPPRESENTANTI LIBERO-CORPORATIVI


Mentre nel sistema liberal-democatico italiano e di altri paesi occidentali il deputato, il senatore non ha qualifica alcuna in quanto a formazione professionale non appartenendo di fatto a una categoria che si possa accostare o rientrare nelle professioni liberali - in altri paesi come la francia la situazione presenta aspetti differenti - nel sistema liberativista il rappresentante è un mandatario ossia un membro, prescelto per prestigio e capacità di cifra politica, della corporazione di appartenenza. Ciò che lo distingue dagli altri corporati è una preparazione tecnico-politica ricevuta in apposita Accademia Corporativa,  strutturata in due livelli di preparazione: un livello di base iniziale e un successivo indirizzo specialistico inerente il profilo della propria corporazione.

Queste Accademie Corporative dovranno essere finanziate e sviluppate a cura di tutte le corporazioni per il tramite di apposite tasse non statali.


I rappresentanti che scenderanno in lizza nell'ambito delle elezioni per il Consiglio della Federazione, il Consiglio delle Nazioni e ei loro corrispettivi per il quadro costituzionale nazionale dovranno ovviamente avere questo curriculum. Sarà perciò interdetta la partecipazione a ogni individuo che provenga direttamente dalla società civile onde non dequalificare l'istituzione libero-corporativa richiedente una dimensione non "improvvisata" e "faidate" come avviene purtroppo nel quadro delle attuali candidature.

La candidabilità è data a chi possiede una conoscenza scientifica della meccanica politica. Ignorantia delenda est..


LA MONARCHIA ELETTIVA



L'istituzione monarchica ha avuto nella storia europea diverse modalità di attuazione e in sé stessa possiede valenze che in ogni sistema di valori preso in esame si esprimono differentemente e peculiarmente. Volendo avere un approccio rigorosamente storicistico quindi tecnico-relativistico possiamo individuare nella Monarchia Elettiva la tipologia di Regno che meglio si coniuga con la " Democrazia Politeica" e con l'ideologia liberal-policratica.

Dobbiamo pensare questo nell'ottica di una organizzazione di un'architettura che parte dal concetto di AUTOGOVERNO CONDIVISO forse più propriamente definito ALLEANZA CONFEDERALE DI COMUNITA' COMPOSITE AUTOGOVERNATE richiedenti in questo obbiettivo permanente e progressivo l'apporto di tutte le componenti sociali cioè senza deleghe in bianco provenienti da una classe nei confronti di un'altra.

In Svizzera è evidente a tutti che la delega è data senz'altro alla classe dei politici pertanto il sistema liberaldemocratico anche se "interpretato elveticamente" non permette il dispiegamento di una compiuta e quindi perfetta "Politeia" ma sancisce nella legge e nella pratica del potere mediato un compromesso, certamente più utile per una politica verticistica ed oligarchica - clientelismo d'elite - che per una piena realizzazione dell' Elvetismo in quanto tale. Vale a dire per l'ideale pratico che gli Svizzeri sono riusciti lottando ad ottenere di una gestione del potere che tenesse conto di tutte le voci del coro nazionale.

Ebbene sì..se la Svizzera non conosce se non sporadiche manifestazioni di clientelismo nell'ambito cantonale e municipale inevitabilmente a livello confederale le cose non sono, pare,  parimenti cristalline.

Il globalismo è il globalismo e investe e colonizza ogni paese del mondo anche quello più geloso delle sue buone pratiche civili, amministrative e giuridiche..

Il monarca può essere ereditario in un contesto siffatto, quello di una Grande Confederazione Europea, che si deve muovere sul doppio binario di un autogoverno  confederativo e libero-corporativo quindi dove sedimentazioni e incrostazioni di potere inamovibile sono fisiologicamente contrastate e giustamente stigmatizzate?

L'Ancien Régime ha nella monarchia ereditaria uno dei suoi ingredienti fondamentali e capisaldi identitari.

In linea di processo progressivamente definitivo l'istituto monarchico deve prendere linaementi coerenti con la verifica e il controllo esercitati dalla totalità delle componenti che sotttoscrivono un patto di alleanza civile onniclassista.

La classe dei titolati  non riconosciuta dal regime della democrazia assoluta è l'erede depotenziato e superstite di una concezione e dimensione del potere fondata sull'esercizio sistematico della Guerra per il possesso personale di territori: il Feudalesimo Europeo.

L'aristocratismo che essa sostiente di possedere è nell'ambito "politeico" imperativamente soggetto ad una verifica elettiva e non pertanto concesso e accettato "a priori". Quel che vogliamo dire è che l'aristocrazia è un concetto che deve investire tutte le classi sociali e non prerogativa ASSURDA di una sola di queste..

Individualità superiori alla media prendono nascita in tutti i contesti siano questi "nobiliari" siano questi borghesi.

La signorilità e singolarità è una qualità misteriosa ma suscettibile di verifica fattuale nella sua manifestazione qualitativa e perciò in una dimensione di collaborazione tra le classi non può sussistere una "conventio ad escludendum".

Le personalità più influenti e prestigiose indicheranno la persona più adeguata alla funzione regale che riceve un mandato vitalizio dalla totalità dei sudditi-cittadini. La possibiltà che vi siano in dato tempo più individui dotati per detta funzione comporta il problema della selezione.

L'unica soluzione è la creazione di un Sommo Consiglio Regale in cui siederanno i 12 "candidabili".

Come avviene nell'ambito del Gran Consiglio Federale (con un pò più di respiro tradizionale essendo il 12 il numero perfetto in ogni civiltà aristocratica superiore e basti ricordare i 12 apostoli  del Vangelo cristiano) da una consultazione ben temperata emergerà il nome del prescelto che continuerà nel tempo successivo ad essere fiancheggiato dagli altri 11 Camerlenghi che lo adiuveranno nella delicata conduzione dell'officio vitalizio.

Grandi teorici di costituzioni tradizionali hanno giustamente e duramente attaccato i vari modelli, inglese e nordici, di monarchia costituzionale inquanto giustapposizioni di due mentalità e spiritualità, di due etiche ed estetiche non conciliabili essendo la Monarchia ereditaria figlia del Feudalesimo nei recinto del quale svolgeva un ruolo sacrale ed arbitrale indiscusso e la liberal-democrazia del tutto ostile a una lettura verticale del liberalismo oltre che orizzontale..uno dei molti significati della CROCE..


La massima il Re regna ma non governa forgiata  nel contesto democratico liberale inglese è solo uno slogan in un paese dove la Monarchia deve essere scritta con la m minuscola essendo solo contenuto di rotocalchi...in sede di coerenza concettuale  tutti i cittadini sono chiamati e richiesti nella pratica del governo fatta eccezione per il Re che quindi non disporrebbe di pari diritti rispetto agli altri sudditi e cittadini...

Appare logico impostare i limiti del potere del Re e del Sommo Consiglio Regale in questi termini: il Re sovraintende al mantenimento formale e alla preservazione dell'autogoverno della Nazione e pertanto interviene nella dialettica deisionale e dà un suo contributo alto ed altro che si qualifica oltre che nel vegliare su oltraggi alle regole costituzionali ed istituzionali, civili, giurisprudenziali in tutti gli aambiti dell'attività dell' organismo sociale - economia, finanze, arte, cultura, etica, costume - inviando se lo ritiene compatibile con l'assetto istituzionale che lo rigurda proposte di legge specifiche all'Assemblea Federale. Pertanto regna...contribuendo al corretto funzionamento dell'autogoverno quindi in tal senso governa nell'insieme dei soggetti attivi operanti nell'ecumene nazionale.


L'unica eccezione è la sfera religiosa dova la continuità con la neutralità dello stato non-confessionale moderno deve essere giustamente assoluta.


Nella costruzione del Regno "Politeico" la tradizionale presenza di una monarchia ereditaria in una data nazione europea deve essere vista nello spirito del rispetto delle diversità e peculiarità nazionali e nell'accettazione di ogni soggetto nazionale della  sfera superiore statuale condivisa laddove quest'ultimo soddisfa nei suoi lineamenti confederali e libero-corporativi l'impostazione di fondo .  La conformazione costituzionale monarchica di tipo ereditario non può al pari di una forma repubblicana parlamentare o presidenziale essere un ostacolo per l'adesione alla GCF. L'equalizzazione repubblicana dei lineamenti costituzionali dei cantoni svizzeri è un difetto che  la pattuale Vecchia Confederazione Aristocratica Elvetica non conosceva..il Lichtenstein che a diversi livelli è di fatto integrato con la Confederazione Svizzera non può e non desidera entrarvi non volendo rinunciare al suo essere un Principato.

A nostro parere la Monarchia Elettiva più della Monarchia  Ereditaria e delle varie possibile forme di Repubblica come spiegato tutela la "poliarchia" concertata dalle classi sociali giacché questa forma di costituzione e di monarchia non è come il grande filosofo J. Evola constatava giustamente al riguardo della monarchia inglese un soprammobile decorativo ma un pulsante e vibrante centro di organizzazione di pratiche di indirizzamento spirituale nella dimensione federale dell'autogoverno, arbitrale fulcro nell' intermediazione degli scontri di classe, centro di un'intelaiatura gerarchica d'ispettori incaricati di controllare la legalità nella vita della nazione,  in una accezione olistica le remore sono ben poche nei confronti della sua preferibilità contestuale e pertinenza contrattuale.

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IL BINOMIO POLIARCHIA-MONARCHIA


Riassumiamo individuando un concetto fondamentale: nell'ambito di un sistema confederale monarchico e poliarchico la Poliarchia costituisce l'asse portante dell'edificio costituzionale. nel senso che è questa che GOVERNA e parlamentarmente e per il tramite dell'esecutivo.

Il corpo istituzionale monarchico che incarna nel Re la perfetta neutralità come soggettualità superiore alle fazioni, ai generali soggetti collettivi - le liberazioni -

si muove su di un piano di "contenimento" delle spinte totalitarie della maggioranza che sostiene il governo in carica determinando un correttivo e un 'azione che tuteli SEMPRE il rispetto del patto contrattuale tra le categorie sociali.

La Policrazia è la manifestazione attiva della Poliarchia che etimologicamente indica che il regime costituzionale garantisce l'esercizio plurale del potere.

Ugualmente la Monocrazia è la manifestazione unitaria attiva del Consiglio Federale che opera la sua funzione direttiva sulla base della deliberazione positiva della Monarchia in merito alla costituzionalità del programma ufficiale e pubblico fissato da questo organismo.

Il Monarca in tal senso si prende "de facto"  la responsabilità dell'azione di governo in nome degli interessi plurali che si affidano alla sua saggezza e lungimiranza.

Analogamente  in Democrazia (termine nell'accezione comparativa sbagliato definendo questo vocabolo il sistema demarchico in quanto tale) il governo incaricato dai cittadini manifesta una volontà attiva che è la Democrazia intesa come demarchia operativa cioè esercita un potere che gli è dato dalla forza (kratos) che il Popolo (Demos) gli ha accordato. La differenza è che questo costituzionale assetto di Demarchia si fonda non sulla pluralità qualitativa e d individuata degli interessi in un dato momento prevalenti ma su di una mera mediazione interpartitica prodotta da forze che non rappresentano che sé stesse (da qui l'esigenza spesso obbligatoria di candidati "indipendenti" che garantiscono un pò di più ma spesso altrettanto male, come mosche cocchiere,  vari segmenti della "società civile" - dal ché ne deriva che i partiti sono organismi estranei al bene del Corpo sociale).

Il meccanismo perverso della mediazione partitica nelle nefande coalizioni delle Democrazie non anglosassoni produce una superfetazione di mediazione.

Ad una mediazione generica e non individuativa degli interessi che dice di rappresentare aggiunge una mediazione tra partiti: il massimo dell'indistinto e del torbido.

In questo senso il controllo sulla legalità costituzionale esercitato dal Presidente (laddove come in Italia è figura istituzionale non coincidente con il Primo ministro) è di portata qualitativamente e funzionalmente inferiore a quello che un Re potrebbe determinare  ma sempre e solo nel quadro di una Poliarchia contrattuale.








CARATTERISTICHE DELLE COMPATIBILITA' TRA LE NAZIONI CONFEDERATE E RAPPORTI CON LE NAZIONI EUIROPEE NON ADERENTI ALLA GRANDE CONFEDERAZIONE EUROPEA


La modalità confederale e libero-corporativa adottata in ciascuna nazione facente parte della Grande Confederazione Europea è come già detto l'elemento indispensabile per il suo ingresso nell'unione pattuale.

Questi due elementi consentono il funzionamento e la compatibilità tra le tre costituzioni. L'elemento monarchico nazionale può essere considerato un fattore secondario in un organismo costituzionalemente poliarchico e in misura più che sufficiente.

Una flessibiltà sull'alternativa Repubblica /Monarchia consente la cifra davvero civile di un sistema pattizio e contrattuale di alleanza tra STATI LIBERI INDIPENDENTI E SOVRANI..nello spirito di "integrazione reciproca" sovranazionale che in tal modo recepirebbe la circolarità della Vecchia Confederazione rigettando la quadratura repubblicano-centrica dell'attuale Confederazione Elvetica. Il Lichtenstein pertanto non può accorparvisi in quanto cantone non essendo Repubblica.

Resta aperta la questione di quei paesi europei che rigettassero la modalità o confederale o quella libero-corporativa o entrambe..

E' nostra opinione che sempre nello spirito contrattualista si dovrebbe ipotizzare la creazione di un organismo sul modello dell'ONU:  ORGANIZZAZIONE PER L' ALLEANZA EUROPEA ovviamente con attribuzioni estese anche alla sfera della politica economica.

Ciò favorirebbe per il tramite di una sua partecipazione i rapporti politici ed economici con la Russia.